venerdì 2 maggio 2014

Differenza tra M/M e letteratura Queer for Dummies

E ho usato la parola dummies giusto per non essere offensiva. Non eccessivamente.
Era da un po’ che volevo scrivere un articolo come questo, dove cercavo di evidenziare le maggiori differenze tra due movimenti letterari molto diversi, ma la cosa si è resa necessaria dopo la pubblicazione di un mio precedente scritto, Narrativa omosessuale? No, grazie (che oltretutto ha scalato la Top 5 degli articoli del blog più letti, sono lusingata e felice che l'argomento sia stato di così attivo interesse. :) ).
Siccome sono un’autrice che deve comunicare debbo essere social, e nel mio essere social ho postato il link del suddetto scritto anche in diverse pagine su Facebook. Ne ho ricavato condivisione e comprensione (e meno male che non l’unica ad essermi accorta dello stato delle cose) ma anche una pioggia gelata di perplessità. Quindi penso sia il caso di fare qualche passo indietro e partire dall’ABC. O meglio, dall’LGBTQI.

LGBT o LGBTQI sono due acronimi che io adopero abbastanza spesso, e che stanno a significare LesboGayBisexTransQueerIntersex. Per comodità penso che sia più facile usare soltanto la parola Queer con l’intenzione di racchiudere tutte queste categorie, in modo da semplificare anche per chi non è avvezzo a certi vocaboli.

Letteratura Queer è una definizione capziosa, un po’ fasulla, per il semplice fatto che la lettura non è statica né schematica, ed è difficile riconoscerne le caratteristiche precise. È Queer un libro dove le protagoniste sono donne lesbiche così come è Queer un romanzo dove un solo protagonista ci racconta di un amico gay, è Queer il poliziesco dove una donna trans vive le sue vicende così come è Queer il fantasy col protagonista ermafrodita (intersessuale). È importante ricordare che un romanzo Queer non è per forza legato all’attività sessuale, ma sovente è meramente riferito all’identità.
Quindi, per favore, quando vi dico che scrivo Queer non chiedetemi “Ah, ma quindi scrivi erotico?”
Scrivo anche erotico, ma le due cose non vanno per forza a braccetto, fatevelo entrare in testa.
Questa breve premessa è per farvi capire che il mio utilizzo delle parole letteratura Queer è puramente per scopi esplicativi: il confine tra Queer e non Queer spesso e volentieri è labile come un filo di tela di ragno, e per scrivere questo articolo è dovuto generalizzare giusto per rendere il tutto più chiaro.


Tornando a bomba - e al titolo - cosa mi ha spinto infine a scrivere questo articolo?
L’ignoranza. Altrui. La piaga del classico e ordinario ignorare.
Circa agli albori del 2013 è sbarcata in Italia una casa editrice statunitense, la Dreamspinner Press, che ha immesso nel mercato traduzioni di loro opere, e le loro opere sono state nominate, probabilmente richiamando un linguaggio quasi da fan piuttosto che da vero e proprio lettore, M/M.
Male/Male, che tradotto indica un’opera dove la coppia principale è composta da due uomini.
La Dreamspinner è una delle CE che negli USA ha fatto la sua fortuna (e si parla di milioni di dollari di introiti all’anno) su questi romanzi, e guarda caso ha ben deciso di allungare l’occhio fino a un paese come il nostro, dove è patente l’assenza di questa fetta di mercato che nessuna casa editrice nostrana ha avuto la furbizia di creare. Come dire: dobbiamo sempre aspettare gli invasori prima di darci una mossa.
Le vendite, le recensioni e i riscontri sono stati da subito positivi, complice una politica di comunicazione molto interattiva, pronta a rispondere alle mail e ai post degli utenti, e propositiva in termini di concorsi e giveaway, ottima quindi per coinvolgere lettori e potenziali lettori in prima persona.
Dopodiché, visto il successo crescente, sugli store on-line sono cominciati ad apparire M/M autopubblicati su autopubblicati, e anche qualche casa editrice digitale ha cominciato a muovere i suoi passettini in questa direzione, con timidezza ma determinazione.

Cos’ha di speciale un M/M?
Un M/M è la versione gay di un harmony.
Niente di più e niente di meno.
E un harmony che si rispetti deve avere:
- Due protagonisti. I personaggi secondari sono un dettaglio di sfondo, spesso abbozzati e stereotipati, e tutto ciò che fanno è in funzione della coppia principale.
- L’obiettivo della story-line è unicamente quello di vedere coronare il sogno d’amore dei protagonisti. Non importa quale dei molteplici background possa avere né il genere del romanzo.
- Il lieto fine. Può essere successo di tutto in questa storia: dalla catastrofe naturale alla guerra nucleare, dall’invasione aliena al virus zombie, ma il lieto fine dove tutto è stato risolto e il futuro è rose e fiori c’è.
- BONUS: sesso. Sesso più o meno selvaggio, più o meno strano, più o meno frequente.
I primi tre passaggi fondamentali (più il bonus che dipende dal grado di "hot" che l'autore o la CE hanno voluto inserire nell'impronta dell'opera) sono una prerogativa di tutti gli harmony, qualunque sia l’orientamento sessuale dei loro personaggi.

Capirete perciò che un M/M si avvicina molto di più a un romanzo rosa della Harlequin piuttosto - che so - a La morte della bellezza di Giuseppe Patroni Griffi.

Un M/M, un rosa, un harmony, comunque li vogliate chiamare, sono libri atti allo svago. Le storie sono lineari e immediatamente accessibili, la prosa è semplice, lo spessore psicologico è ridotto al superficiale e quasi all’ovvio, le trame non hanno side-story ma sono concentrate sui protagonisti, e i finali sono scontati.
Non troverete mai importanti e complesse riflessioni, non vi azzannerete mai le unghie trepidando e chiedendovi “Oh Illior, e adesso cosa accadrà?” perché tanto lo sapete già, non vi cadrà mai una lacrima di struggimento perché il grande amore è stato interrotto dalla morte.
È positività, zuccherosità, melensaggine, banalità (ehi, non negate), è la tranquillità del sapere che tutto finirà bene e che di problemi non ce ne sono.
Non per niente la stragrande maggioranza dei fruitori di questi filone giustifica la lettura degli harmony con la frase “Mi aiuta a evadere”. Uscire dal proprio corpo e immedesimarsi nella o nel protagonista, agguantare i suoi pensieri (che di solito non sono testimonianza di chissà quale intelletto...) e dimenticare se stessi per il tempo che occorre per arrivare all’ultima pagina.

Ecco. Il giorno in cui ho pubblicato il mio sopraccitato articolo, molte risposte mi hanno fatto capire che la differenza tra M/M e letteratura Queer non è conosciuta, e numerose persone sono tutt’ora convinte che la seconda corrisponda senza ombra di dubbio al primo.
NEIN NEIN NEIN.
No.

Quali sono le misteriose differenze?
Come ho già detto: le cose basilari.
In un libro NON harmony è presente una prosa più elaborata e intrigante; personaggi principali e secondari che magari si confondono e si rubano le parti importanti; intrecci intricati, contorti, che richiedono qualche tempo in più e magari una seconda e una terza rilettura per essere penetrati; scene importanti e cariche di tanti significati che vanno eviscerati uno per uno; numerose trame e sottotrame che si sovrappongono e scivolano le une sulle altre.
Molto più realismo, in sostanza.
E poi c’è l’intento in sé.
Un M/M è un’evasione senza responsabilità, mentre leggere un libro - un libro "serio" - è assestarsi sulle spalle il peso che ciò che racconta potrebbe far gravare su di noi. Che esso sia un fantasy, un drammatico, un giallo, uno storico, narrativa, dobbiamo mettere in conto che qualcuna di quelle parole potrà risvegliare in noi elucubrazioni che ci spingeranno al dinamismo mentale, all’apprendere, all’assimilare e al rielaborare, allo scavare più a fondo non solo tra le righe ma - forse - anche in noi stessi.

È una spiegazione fondata sui concetti, è vero, e sono cosciente del fatto che tra i romanzi che ho precedentemente definito seri ci sono quelli con diversi livelli di complessità, che oltretutto non possono essere stabiliti con precisione perché le variabili sono infinite e ogni individuo ha una personale percezione di ognuna di esse. Ma diciamoci la verità.
Ci rendiamo benissimo conto quando ci capita tra le mani il romanzetto frivolo, e quando invece stringiamo tra le dita il romanzo serio. Sappiamo quando qualcosa è pregno di cultura.

E per l’appunto, la scorsa volta c'è stato chi al sentire i vocaboli letteratura Queer ha fatto virtualmente spallucce e ha detto “La cultura è altro, però”.
Costui aveva compiuto l’eresia che ho descritto prima, ovvero confondere la letteratura con un harmony, massificando e unendole in unico coacervo, ignorando (ignoranza, ignoranza everywhere) che molte opere miliari della letteratura italiana e straniera sono Queer.
Che dire di Jeffrey Eugenides, che con Middlesex ha vinto il premio Pulitzer? E la Statua di sale di Gore Vidal, oppure i romanzi di Christopher Isherwood? Di Prima che sia notte di Reinaldo Arenas (da cui è stato tratto un film con un memorabile e Javier Bardem), o le opere di Jean Jenet che hanno disegnato un’epoca nell’elite parigina, o di Walt Whitman che glorificò la libertà dell’essere?
Beh, non parliamo poi di Carmilla di Le Fanu...
E per quanto riguarda l’Italia?
L’intera produzione - non solo letteraria - di Pier Paolo Pasolini, la creatività di Pier Vittorio Tondelli, il succitato La morte della bellezza di Griffi, senza contare poi Giorgio Bassani e Pier Giorgio Paterlini.


Sunto del discorso: la letteratura Queer in Italia NON è nata grazie alla Dreamspinner Press o CE similari, ma molto, molto prima. La letteratura Queer è sempre esistita. E' sempre esistita in quanto semplice e pura letteratura, a prescindere da una qualsiasi delle inclinazioni presenti tra le pagine.
So che sto reiterando questa nozione dall’inizio dell’articolo, ma credetemi, ho conosciuto gente che mi ha fatto capire che ce n’è bisogno. Un disperato bisogno.

Il gay romance non è null’altro che una frontiera moderna, nata dopo correnti letterarie di origine estera e che deve il suo successo a un bizzarro mix tra l’harmony e lo yaoi. Il 75% dei lettori degli M/M sono donne (dato riscontrato anche negli USA), quindi un 25% (quindi una buona fetta) è a consumo degli uomini. [Grazie a Emanuela per la supervisione. u.u]

Ovviamente non sto dicendo che se non conoscete vita morte e miracoli di ognuno di questi autori e relative opere siete delle dannate bestie che meritano di finire al macero, eh.
Voglio solo far notare quanto la letteratura Queer affondi le sue radici nel passato, quali scrittoridai nomi sfolgoranti abbiamo dato le loro penne per romanzi e racconti che esulavano dall’eterosessualità ostentata e inconsistente cui fa riferimento la maggioranza dei romanzi di oggi.
C’è chi ha raccontato la difficoltà del vivere, chi ha narrato storie di ordinario delirio, chi delusioni d’amore e chi viaggi ci confini della realtà. Il tutto permeato di una corrente Queer, che tuttavia non ha tolto alle opere nemmeno un grammo della loro magnificenza.

E non credete, stolti, che al giorno d’oggi la comunità LGBTQI sia rappresentata solo dagli M/M.
La letteratura Queer sta continuando a riprodursi, con ritmi delicati ed esplorando diversi generi, in un’espansione (non più tanto) silenziosa ma sempre più radicata. L’avvento del digitale ha segnato una svolta nelle libertà di scrittura (ahinoi) e di lettura (per fortuna), e sono felice di affermare che sempre più persone vengono in contatto con testi che esulano dalle pubblicazioni in serie che si trovano nelle librerie e che ormai appartengono a pochi gruppi editoriali che di voglia di cambiare ne hanno poca.
L’importante - non smetterò mai di ripeterlo - è sapere.
Sapere che quello che qualcuno chiama M/M è una lettura di svago, di cui potete usufruire quando volete per lasciarvi andare.
Sapere che esistono eziandio opere più profonde che possono rubarvi l’anima e strapparvi il cuore, che vi costringeranno a rivedere i vostri pregiudizi (se ne avete).

In conclusione, spero di essere stata chiara e di avervi dato un’idea esaustiva della discrepanza che esiste tra due correnti in Italia ancora sottovalutate.
La prossima volta che vi parlano di un libro a sfondo gay non fate i blasé e invece date un’occhiata più attenta alla quarta di copertina (o alla descrizione del prodotto nel sito), non pensate subito che sia pornografia senza arte né parte, non supponete che sia nient’altro che una stupidaggine scritta perché va di moda essere Rainbow.
Semplicemente, trattate un libro come un libro.
Non è certo l’orientamento sessuale dei personaggi a determinare la sua importanza.





Specifica del 5/5/2014.
Ta-da-da-daaaaaaaan.
Dopo che alcune lettrici me l'hanno fatto effettivamente notare, mi sono resa conto che la mia postilla che recitava "Io non scrivo M/M" non era precisa.
Non mi sono mai definita un'autrice di harmony di nessun genere, né gay né etero né altro, né così mi ha mai definito nessuno dei miei editori, e nel puntualizzare mi sono riferita al fatto che sono nata scrivendo narrativa pura (conosciuta anche come mainstream, termine che va di moda... non chiedetemi perché, lo devo ancora scoprire), quindi ho peccato di incuria, confesso. :P
Reitero che "M/M" è una nomenclatura aleatoria e soggettiva, testimoni sono stati gli scambi di opinioni che ho avuto con diverse persone e, per quanto io reiteri che una qualsiasi opera con personaggi di orientamento gay non debba automaticamente essere annoverata tra gli M/M, alcuni miei racconti editi da Lite, come Dedicami una canzone, o il romanzo fuiletton Dirty Dreams, da qualcuno potrebbero essere definiti nientemeno che M/M. Non mi è mai capitato nemmeno di pensarci perché la stesura di quelle opere non ha mai corrisposto all'idea che dà vita a un vero e proprio romance, siccome invece il loro genere di principio è l'erotico, che è ben diverso dall'harmony, ma...
Mi rendo conto che, come già ho detto, la percezione di un lettore è molto soggettiva, quindi mi scuso se posso aver dato un'idea sbagliata. In futuro dubito che mi sentirete chiamare qualcuno dei miei scritti M/M, narrativa Queer è il mio stendardo direi, ma vi perdonerò se lo farete voi. :)
Un altro sonoro grazie perché state dando attenzione a queste tematiche. :*